Assistenza Domiciliare Integrata come si attiva

assistenza domiciliare integrata come si attiva
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Assistenza Domiciliare Integrata come si attiva? In questo articolo vediamo quali sono i requisiti per poter procedere con l’attivazione ADI.

I requisiti per attivare l’ADI

I requisiti per attivazione Assistenza Domiciliare Integrata fondamentalmente sono due: che il paziente sia totalmente o momentaneamente dipendente e che sia presente un caregiver.

Paziente dipendente

Il primo requisito per poter fare richiesta ADI è che il paziente sia totalmente o momentaneamente dipendente.

Ciò vuol dire che non è in grado di muoversi dal proprio domicilio e recarsi presso un ente ambulatoriale per qualsiasi tipo di prestazione infermieristica. Dalla terapia endovenosa alla medicazione semplice o complessa, dal monitoraggio dei parametri vitali alla rilevazione dello stick glicemico, alla gestione di enterostomie o terapie infusive, sondini nasogastrici o tracheostomie (ossia la nutrizione enterale).

Presenza di un caregiver

Continuiamo il nostro articolo “Assistenza Domiciliare Integrata come si attiva” con il secondo requisito fondamentale.

L’altro requisito per attivare i servizi ADI dunque è la presenza di un caregiver valido presso il proprio domicilio.

caregiver

Chi attiva l’assistenza domiciliare integrata

L’attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata di solito viene fatta o dal medico di medicina generale o dall’ente ospedaliero in caso di dimissione protetta.

medico di base

Il medico di medicina generale compila una richiesta di ADI Assistenza Domiciliare Integrata sulla classica ricetta rossa. Dopodiché digitalizza la ricetta su quello che è il portale e l’ATS attiva un voucher che dà al paziente. Il paziente decide poi quale società attivare. La ricetta rossa è molto importante perché deve rimanere al domicilio del paziente nel momento dell’attivazione e deve essere originale. Quella digitalizzata, invece, va direttamente sul portale dell’ATS.

L’altro modo di attivare un servizio ADI è poi quello della dimissione protetta dell’ente ospedaliero. In questo caso, nel protocollo e nella lettera di dimissioni ci sono le procedure per l’attivazione dell’Assistenza  Domiciliare Integrata. Cioè viene specificato cosa il paziente deve fare, come si deve rivolgere per l’attivazione dell’ADI e dopodiché l’ATS gli dà sempre un codice per poter essere attivata la presa in carico da parte della società.

ente ospedaliero assistenza domiciliare integrata

Assistenza Domiciliare cos’è

Le prestazioni infermieristiche possono essere di vario genere. Da quella che è la prestazione occasionale del profilo 1 a un profilo 2 a un profilo 3, che possono variare da 2-3 accessi a settimana fino ad arrivare al profilo più alto che sono 7 giorni su 7.

Il profilo 1 può consistere semplicemente in un addestramento del caregiver o del paziente su quello che può essere la rilevazione dei parametri vitali, la gestione della terapia, la rilevazione della glicemia o soltanto il monitoraggio a livello cutaneo.

Il profilo più alto che necessita di Assistenza Integrata 7 giorni su 7 riguarda il caso di pazienti molto complicati con di solito più problematiche. Quindi con ferite molto complesse da gestire tutta la settimana perché potrebbero essere infette con un essudato importante. Quindi questo è il profilo più alto.

L’infermiere ADI cosa fa

Le prestazioni infermieristiche di Assistenza ADI che si fanno a domicilio sono come le prestazioni a livello ospedaliero.

Quindi possono andare dalla rilevazione dei parametri vitali al monitoraggio cutaneo, dalla prevenzione alla preparazione del caregiver o del paziente, dall’addestramento di quelle che sono le rilevazioni della glicemia al cambio catetere vescicale.

E poi può esserci inoltre la terapia endovenosa, la terapia che può essere anche tramite infusione e anche a livello nutritivo.

Può esserci infine la gestione delle stomie (quindi dalle colon alle digiuno alle ileo alle urostomie alle tracheostomie alla peg, che è la nutrizione enterale) a quelle che sono poi la gestione di ferite semplici o complesse di ogni genere. Che possono andare dalle ferite chirurgiche alle ulcere da decubito, le LDD, dal primo stadio al terzo e quarto stadio. O semplicemente anche il bendaggio degli arti inferiori a livello di bendaggio compressivo.

infermiere assistenza domiciliare integrata

Assistenza Domiciliare Integrata ADI a Milano

C’è la possibilità che in Milano città metropolitana l’infermiere, quando prende in carico un paziente e attiva e compila il fascicolo del paziente, si renda conto che in quel frangente ci sia bisogno di attivare anche una prestazione dell’OSS. Lo scrive allora nel PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).

Può accadere anche con la funzione fisioterapica. Ma questa è più difficile perché, se il paziente viene dimesso a livello protetto, c’è già la prescrizione dell’ente ospedaliero e lo stesso così da parte del fisiatra e del medico di medicina generale.

Insomma, l’infermiere, solo ed esclusivamente in Milano città metropolitana, può decidere di attivare l’OSS se le condizioni igienico sanitarie non sono adeguate. O se, per ipotesi, il caregiver è molto anziano e non ce la fa a gestire il proprio coniuge. O ancora se ci sono delle problematiche a livello di gestione proprio del paziente nella mobilizzazione, nel lavaggio e nelle vestizione. Quindi può comunicare alla società che prende in carico il paziente o tramite PAI anche all’ATS la possibilità di introdurre in quel profilo anche la figura dell’OSS.

Questa sostanzialmente è l’attivazione ADI Associazione Domiciliare Integrata infermieristica.

Servizio di assistenza domiciliare integrata in Melegnano Martesana

Mentre in Melegnano Martesana il profilo, e quindi chi deve andare a domicilio del paziente, ossia la figura infermieristica, e quante volte deve andare al domicilio, lo decide direttamente l’ATS.

Quindi in questo caso si può introdurre anche successivamente l’OSS, ma è molto difficile perché bisogna avere poi l’approvazione dell’ATS e modificare il profilo.

Non che non lo facciano, perché se l’infermiere rendiconta che ce n’è bisogno lo fanno. Però sostanzialmente Melegnano Martesana parte col presupposto della richiesta del medico di medicina generale o della dimissione protetta e attiva già direttamente quante volte l’infermiere deve andare e che tipo di professionista deve andare a casa.

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